Intervistare Christian Grande nen è facile. Non solo perché è un fiume in piena, parla veloce, lancia stimoli a raffica. Non solo perché ha un'enorme passiono per il suo lavoro e ha urgenza di raccontarla, ma anche perché tu, intervistatore, diventi anche l'intervistato. Quando gli ho chiesto come nutre la sua creatività, mi ha riposta: "Io ho sempre la lucina rossa accesa, sono always recording". ed è vero. Anche quando sei tu a fare le domande senti che lui è lì a capire, ad imparare. Lo senti pensare. ---- Ci vuole ritmo, appena molli un attimo la presa è lui che chiede, si informa sul mercato, sulla nautica, sui suoi colleghi. Non perde occasione di apprendere, anche da me, semplice scriba. Christian Grande è una persona "affairiste", che sa ascoltare. E allora via. In tre aggettivi, com'è Christian Grande? Eclettico, trasversale e giovane. Partiamo dall'eclettismo. Le nostre riunioni, per fare un esempio, non riflettono uno spirito condizionato da schemi predefiniti, anzi inseguiamo l'opposto. Ci domandiamo: perché abbiamo fatto questo? Si poteva fare meglio? Qual è il passo successivo? Cerchiamo di capire di cosa oie bisogno ora, ma anche come possiamo stupire, provocare. Dové il nuovo? Trasversale. Perché? Perché qui siamo in quindici a lavorare e se la nautica è il centro del nostro mondo, ci occupiamo anche di prodotto, di puro design, ma anche di architettura. Abbiamo appena vinto una commessa per un grande hotei in stile Art Déco a Castrocaro, poi stiamo progettando alcuni max.: appartamenti e Malta e abbiamo per le mani anche una grande piscina ---Questo ci consente di essere contaminati, di nutrircidi tutto ciò che vediamo intorno a noi. Di non restare chiusi in un unico ambito. Anche nel mondo nautico stiamo allargando la nostra visione, ora inizieremo con un nuovo band di catamarani. La capacità di saper cambiare il punto di vista. Esattamente. Ci sono occasioni in cui devi saperti avvicinare agli oggetti, devi guardarli da vicino. Devi disegnare una bitta per Foresti e Suardi o una poltrona per Besenzoni. E poi devi essere capace, subito dopo, d allontanarti e capire coma starà una barca in mare, o un villa sulla riva del lago. Significa saper parlare più linguaggi. Capire dove si sta andando, sulla base di una solida cultura, conoscenza di quello che è stato già Mao. Ok, tutto questo apre la mente, è fonte di ispirazione. Ma non sarà anche troppo, non si rischia di perdere la bussola? No. Se sei capace di cambiare la focale dell'obiettivo. Io, e il mio studio, siamo bravi a disegnare, abbiamo buon gusto, Lo dico senza falsa modestia, credo proprio che sia così. In più io penso di avere una fortuna, la capacità di passare dal piccolo al grande, di ragionare su una sconfinata piscina a sfioro e un attimo dopo sull'incastro di un materassino prendisole di un Cranchi. E posso cortese su un grande team, preparato, competente, curioso. Quindi tanti committenti e molto diversi tra loro. Ma poi esiste un solo Christian Grande? Credo, per formazione convinzione anche filosofica, che deve vincere il brand. Se sei un designer non puoi pensare di poter ripetere gli stilemi da un marchio all'altro, è ridicolo. Oltre che poco etico. Devi capire chi è il tuo chente, quale è la sua anima, e tirare fuori i segni che lo rappresentano. Se sei bravo crei docli stilemi che si adegueranno nel tempo, ma resteranno sempre, inconfondibilmente suoi, di quel brand. Allora facciamo degli esempi, partiamo a descrivere l'identità dei suoi principali clienti della nautica, Cranchi, Sacs, Invictus... Va bene, ma partendo da un presupposto che io i clienti, per fortuna, me li sono potuti scegliere. E quando lo faccio, li sposo. Sono tra loro distanti e diversi. Non voglia creare nessuna forma di competizione, quando ho una buona idea la "regalo' a chi tra loro è il destinatario più giusto. E sua resterà. Ok, partiamo da Sacs. Chi compra uno dei loro gommoni ha quasi sempre già una o due barche. Sono grandi giocattoli, per chi vuole godere del piacere della guida e della navigazione, per armatori con un ego importante. e che amano farsi notare. Invictus? Il cliente lnvictus è un "dettagliata" maniacale. Lo riconosci subito, da orme veste, da come si comporta. Neri o a caccia di un brand conclamato, anzi, a volte si trova a dover spiegare quali sono gli Tnvictus. Lo compra anche per il piacere di essere un esploratore e indicare agli altri la strada. Cranchi, forse è il più difficile da raccontare. È più complicato percné la forbice è più ampia, la gamma va dalle barche piccole fino a Magnifica 78. Ma anche qui c'è un'anima da raccontare. È un cliente che ama la famiglia, che prende sempre in considerazione la funzionalità e la fruibilità degli spazi al miglior rapporto qualità prezzo. È anche molto attento al dettaglio e sempre più si sta orientando in questa direzione. Non vade, entrando in porto, creare l'etretto "Wow", vuole che la gente noti un oggetto raffinato, per un armatore distinto. Una barca bilanciata, destinata a durare nel tempo. Che non stancherà. Ora una domanda difficile. La sua barca, come la farebbe? Moho anche perché io mi faccio un no' paura... In che senso? Che sono costantemente "ella ricerca", sano sovra stimolato, "sovraesposto" a idee e suggestioni. Rischio di volerla cambiare subito. Se faccio un prodotto che mi rappresenta oggi, domani lo vodrò già superato. Ma, rispondendo alla domanda... Partendo dal presupposto che passo le mie giornate provando e progettando barche e che quindi ho molti momenti per "sfogarmi" su un gran numero di oggetti galleggianti, mi viene de pensare a qualcosa senza tempo, magan una navetta in acciaio, una barca un po' "earca". Altrimenti sano sicuro che mi stancherei subito. E poi un mezzo con le esigenze delta famiglia al centro di tutto. lo ho una moglie e tre figd, e passo ben poco tempo e casa... A proposito di famiglia. Ha trascorso le vacanze in barca? Assolutamente sì. A bordo di un Trawler 36 di Cranchi. Una barca intelligente. Un progetto che loro hanno voluto e su cui à stato un piacere mettere le mani come designer. Perfetta per navigare, per godersi il viaggio, por non avere problemi e stare sereni con la propria famiglia. Una barca un po' case dal punto di vista funzionalc, ma anche molto marina. Ed a per it cantiere, la taglia ideals per partire, per capitalizzare su futuri armatori. Prima parlava di una navetta "senza tempo", it mondo della nautica del passato la affascina? Decisamente. E sempre pin, come studio, ci occupiamo di refitting importanti. I:ultimo e un Blom&Vhos di 85 metri, lax Golden Odyssey II, ora Grand Ocean. I laved sons massicci, su interni ed esterni. Un akin aspetto del nostro lavoro e del nostro essere capaci di assess trasversali. Dove va invece it design nautico, come vede la barca del futuro? Ora "va motto" it trasformismo? Ho visto barcho trasformiste super spettacolari dove to specchio di poppa, ai saloni nautici, si bloccava. Bisogna anche ricordarsi che si dove viaggiare per snare. Se si e a caccia del modo migliore per sfruttare in pin modi lo stesso ambicnte utilizzando degli elementi mobilf, ok si nue fare, ma attenzionc a non esagerare. La bares "transformer", poi, spesso e anche sgraziata. La strada potrebbe essere un'altm... Cioe? Trovare una via intelligent° e realrnente fattibile verse l'elettrico. Ora 6 encore presto, ma la direzione pub essere quella. "Rubare" alla vela it piacere del tmsferimento, del navigare in silenzio. Per chiudere, cosa ha visto di hello realizzato dui suoi colleghi? Vedo i cantieri inglesi che lavorano bane, mi piace quello che stanno facendo sia Princess che Fairline. E penso the Mauro Michell stia sempre cant nuando a fare grandi rose. E poi c'e Sanlorenzo SX88. Se fare girare la testa, ma non 6 eccessiva. Grande barca. Luca Santella ha lanciato un'idea eccezionale e Sanlorenzo 6 riuscita a presentare al memento giusto it prodotto perfetto, dopo un lungs lavoro di preparazione. Hanna realizzato una barca che solo lore potevano fare, una maravigliosa "inutilitaria del mare", e lo dico con ammirazione. 

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