AMSTERDAM - Il Made in Italy della nautica è una realtà affermata ai massimi livelli nel mondo. Ma le barche, grandi o piccole che siano, non sono fatte soltanto di carene più o meno performanti, di chiglie, controchiglie, paglioli, sentine, falchette, murate, ponti, cabine e via dicendo. A bordo c’è un’altra componente fondamentale: sono gli accessori, che costituiscono, in molti casi, parte integrante della costruzione, risultando indispensabili sia per la navigazione sia per l’utilizzo completo, sicuro, piacevole e razionale della barca. Ne fanno parte componenti come timoni, sedili, strumentazioni, luci, trombe, bitte, oblò, ancore, verricelli, passerelle, scale, tende, cuscini, serbatoi, parabordi… E non mancano aggiornamenti continui, con tante innovazioni mirate a migliorare la sicurezza, il comfort e la qualità della vita a bordo.E’ talmente importante, il comparto, che ogni anno in Olanda viene organizzato uno specifico Salone dell’accessoristica, il METS di Amsterdam. L’edizione 2018, in calendario dal 13 al 15 novembre, ha richiamato il meglio dei produttori italiani, sia quelli aderenti a Ucina, sia gli “autonomi” di Nautica Italiana, tutti accomunati da un valore comune: la qualità del Made in Italy, che non teme confronti e si batte con onore sul mercato globale. A volte con novità sorprendenti, come la magnifica scala per super yacht presentata da Besenzoni, con luci a Led sotto il perimetro e sotto ogni scalino, a cui si abbina la funzione di passerella.I numeri, del resto, parlano chiaro: il valore della produzione nazionale è pari a circa 780 milioni di euro, di cui il 52% è destinato all’export. Il valore delle importazioni di accessori in Italia va oltre i 300 milioni di euro e il fatturato complessivo del settore, in Italia, è di 1,078 miliardi. Secondo un’indagine interna svolta tra i soci di Nautica Italiana è emerso, inoltre, che il valore della produzione accessoristica nazionale, già cresciuto nel 2017 dell’11% rispetto al 2016, ha mostrato un’ulteriore crescita nell’anno in corso portando le stime preconsuntive per il 2018 a un +12/13%. «E in tale ottica – informa una nota dell’associazione - cresce di un punto percentuale anche la componente export di tale valore, che passa al 53% rispetto al 52% del 2017».L’importanza del settore è stata percepita da tempo anche dal ministero dello Sviluppo Economico e da ICE Agenzia, tanto che ad Amsterdam espongono 70 aziende italiane nell’ambito di una collettiva organizzata da Ucina/Confindustria nautica in collaborazione proprio con ICE. Se non bastasse, con il supporto del MISE è stato allestito uno specifico spazio espositivo che si estende su oltre 1.600 metri quadri, per consentire a undici aziende italiane di organizzare incontri di business, con il supporto di servizi dedicati.Sono 252 le aziende del Made in Italy presenti al METS di Amsterdam. Una presenza importante, ma non solo per quantità, come ha tenuto a ricordare il presidente di Nautica Italiana Lamberto Tacoli. Il quale ha sottolineato come «i produttori di accessori non vadano classificati come semplici fornitori, in quanto concorrono assieme a cantieri e designers a determinare l’attuale ruolo di leadership mondiale del Made in Italy nel comparto nautico. L’elemento distintivo della nostra industria accessoristica – ha detto Tacoli – è proprio la partnership con i designers, unitamente alla ricerca tecnologica sviluppata in sinergia con i nostri cantieri e resa possibile grazie alla collaborazione degli istituti universitari e di ricerca del Paese».In sintonia l’opinione di Daniele Guidi: «La straordinaria forza delle aziende italiane dell’accessoriato nautico trova nel METS la sua espressione migliore» ha detto il vice presidente di Nautica Italiana con delega agli Accessoristi. E ha aggiunto: «Al Salone di Amsterdam le nostre imprese sono da sempre grandi protagoniste e il “padiglione italiano” è tradizionalmente una delle aree più attrattive, sia per la qualità dei prodotti sia per le modalità di esposizione. Le nostre capacità in fatto di design e innovazione ci fanno distinguere nettamente da tutti gli altri, il che non è facile considerando il numero degli espositori e le dimensioni 

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