Non è tanto la quantità dei visitatori – comunque cospicua – a rendere così speciale il grande salone della Florida, quanto piuttosto l’interesse e la competenza che essi dimostrano nell’interfacciarsi con gli espositori. Sempre al top la rappresentativa Italiana.Partendo dal presupposto che pure negli Stati Uniti, come in Europa, il “capodanno fiscale” della nautica da diporto cade subito dopo l’estate, l’edizione 2018 del Fort Lauderdale International Boat Show – svoltasi dal 31 ottobre al 4 novembre - ha in qualche modo segnato un doppio primato: quello più ovvio, appunto, dovuto alla semplice posizione sul calendario; l’altro, più circostanziale, dovuto alle incertezze organizzative che, tuttora, al momento di scrivere questo articolo, affliggono il potente salone concorrente. Quello della vicinissima Miami. Infatti, non essendo stata assegnata a quest’ultimo una location definitiva dopo l’annunciato abbandono della tradizionale Collins Avenue, gran parte del pubblico e degli operatori sembra essersi maggiormente concentrata su quello che ormai tutti, convenzionalmente, chiamano con il suo acronimo “Flibs”. Oltre 1.200 unità in acqua (più o meno la stessa quantità dell’edizione precedente), oltre 110.000 visitatori (anche in questo caso, un dato sostanzialmente stabile), un delizioso servizio di water taxi lungo i canali e di comodi shuttle su strada (entrambi a pagamento), per una mostra che ospita imbarcazioni sempre più grandi e che gode di una situazione economica estremamente favorevole. Basti pensare che, nel 2017, la spesa Usa per la nautica è stata di 37 miliardi di dollari (+3% rispetto al 2016), parte dei quali confluita nell’acquisto di 260.000 nuove unità (+ 6%). Una vera manna anche per la cantieristica italiana che, proprio verso gli Usa orienta il 45 % del suo export totale. Ciò nonostante, la presenza dei nostri espositori è diminuita rispetto al 2016 - secondo alcuni a causa dei timori, peraltro condivisi da tutta la cantieristica europea, per la possibile ma non altrettanto probabile applicazione dei dazi doganali – pur restando comunque altamente significativa, se non altro perché i nomi che contano sono sempre più organizzati sul territorio statunitense attraverso partner locali o uffici propri. Dunque 39 nostre aziende, delle quali 13 facenti parte della mostra collettiva organizzata dall’Italian Trade Agency di Miami all’interno del Super Yacht Pavillon. Come sempre è stata da tutti molto apprezzata la qualità del pubblico, considerato tra i più competenti del mondo. E se, nell’ambito dei cinquanta Paesi di provenienza, l’assoluta preponderanza degli appassionati Usa era data per scontata (impressionante, in particolare, la percentuale di pescatori sportivi interessati quasi esclusivamente alle centinaia di “fishing-machine” in mostra), alquanto sorprendente è stato il ritorno dei visitatori brasiliani, considerati in tutti i saloni della Florida assai più “prospect” - cioè potenziali clienti - che curiosi. A fianco, il Regulator 41 è il tipico esponente di un genere che continua a espandersi negli Usa, grazie soprattutto alla diffusa passione per la traina d’altura, nonché per le super-motorizzazioni. In questo caso, si tratta di ben quattro nuovi Yamaha da 425 HP GLI ITALIANI DEL FLIBS Absolute Api Arcadia Atep Italia Austin Parker Azimut Baglietto Benetti Besenzoni Boat Lift Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia Canados Cantieri di Pisa CCN CMC Marine CRN Codecasa Cranchi Custom Line Ferretti Yachts Frigomar Gianneschi Pumps & Blowers Monte Carlo Yachts Naval Tecno Sud Nuova Jolly Opacmare Overmarine Mangusta Pardo Yachts Pershing Riva Rossetti Rossinavi Sanguineti Chiavari Sanlorenzo Schenker Team Italia Viraver Yacht Controller Zar Formenti

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