Dicono di noi! Barche magazine
Data:2 maggio 2019 Categoria:Dicono di noi

SERIETA' UGUALE SUCCESSO
Un padre, due figli, cinquantadue anni di storia. Un'azienda famigliare sana che sa innovare, adattarsi ai tempi, ma senza fretta e, soprattutto, senza tradire i propri clienti. Giorgio Besenzoni ci ha aperto le porte della sua azienda per scoprire il segreto del loro successo.
Qualche "visionario", qualcuno capace di interpretare le intuizioni di queste persone e un gruppo di aziende. E, naturalmente, un territorio che ospita tutte queste cose. Il Made in Italy è soprattutto questo e il Lago d'Iseo è stato una sorta di Silicon Valley perché è la sede di alcuni prestigiosi marchi che hanno fatto la storia della nautica. Non solo barche, ma anche accessori e componenti. Un vero e proprio distretto della nautica. Tra i "visionari" che hanno vissuto a queste latitudini si annoverano personaggi come Carlo Riva, ma fondamentali sono stati anche gli interpreti. Tra questi le maestranze del cantiere e i maestri d'ascia, ma perfino le tante aziende che, a Sarnico e dintorni, si sono dedicate alla nautica, proprio per fornire un marchio prestigioso come Riva. Besenzoni è una di queste. «Quando ho iniziato - ricorda Giorgio Besenzoni - la produzione era a un livello artigianale estremo. Dovevamo creare prodotti particolari che ancora non esistevano. 11 nostro compito era interpretare le intuizioni geniali dell'ingegner Carlo Riva». Tutto questo è stato possibile perché Besenzoni è, prima ancora che un'azienda, una famiglia. Un'azienda di famiglia sana. Besenzoni ha 52 anni di storia. Ha saputo innovare, ma anche rimanere fedele a quell'artigianalità che l'ha contraddistinta sin dal principio. E ancora oggi questa caratteristica è fondamentale, soprattutto per un mercato che cerca accessori custom o almeno il più custom che si può. «Non abbiamo l'ossessione di fare il più grande fatturato tra le aziende nautiche mondiali», afferma Giorgio Besenzoni. «Il nostro obiettivo è fare un buon prodotto, di alta qualità e avere clienti soddisfatti. Questa missione ci porta a crescere. Magari lentamente, un passo alla volta, ma si cresce». Tutto cominciò con le passerelle. L'attenzione per il cliente è sempre stata a un livello quasi maniacale. Besenzoni famosa per i corsi che ha tenuto ai cantieri su come si dovevano installare gli accessori che produceva. Se chi monta commette un errore, infatti, l'armatore dà la colpa a chi ha realizzato la passerella non a chi ha costruito la barca. Per questo serve un rapporto stretto e di reciproca collaborazione con i cantieri. E non meno importante è il customer service. Assistenza capillare e veloce, perché nessuno vuole problemi. Serietà è la parola d'ordine per Besenzoni. E la serietà è, prima di tutto, verso i clienti. «Gli armatori sono in grado di percepire la qualità di un prodotto e di apprezzarla», afferma l'amministratore delegato. Da quei primi accessori, un passo alla volta, l'azienda ha realizzato un'infinità di prodotti. Lo spirito però è rimasto lo stesso delle origini. L'ultimo accordo di collaborazione, per esempio, è stato stipulato con FB Design di Fabio Buzzi per la realizzazione di sedute super ammortizzate per le sue barche super veloci. In cinquantuno anni le cose sono cambiate — racconta Giorgio Besenzoni — ma il focus sempre lo stesso». Gli accessori devono avere vita lunga, non a caso, a catalogo, ci sono ancora delle gruette che risalgono addirittura agli anni '80. Per ottenere questi risultati contano i materiali, l'ingegneria, ma anche e soprattutto il design. «Abbiamo sempre lavorato con famosi designer italiani ed esteri». L'ultimo esempio è molto recente. Si tratta della poltrona Matrix, già presentata lo scorso anno al Mets di Amsterdam ed insignita del premio Dame per l'innovazione. «Christian Grande e Marine Leather hanno reinterpretato la poltrona, sia per quanto concerne il design, sia per i tessuti. Il loro entusiasmo era contagioso». L'entusiasmo e la voglia di fare bene, sono una delle altre caratteristiche che abbondano sul Lago d'Iseo. E non mancano nemmeno in azienda. Ai collaboratori storici, ai tecnici che hanno lavorato sin dagli inizi con il padre Giovanni, un po' alla volta si sono affiancati i giovani. «Hanno portato entusiasmo, attenzione per la ricerca e l'innovazione e queste caratteristiche hanno influenzato tutti», continua Giorgio Besenzoni. Il cambiamento è lento, ma è costante. Così ci si trova pronti per qualsiasi sfida. Dalle passerelle telescopiche telecomandate si è arrivati oggi alle APP che gestiscono questi accessori. Lo stimolo arriva anche dallo studio di altri settori e dall'impiego dei materiali che altre tipologie di industrie fanno. Anche per questo servono forze fresche che affianchino Giovanni, Giorgio e Fiorella. «Siamo felici della risposta che arriva dal territorio perché ci sembra che i giovani non siano più tanto allettati dall'idea di andare a lavorare all'estero. Da noi trovano un'azienda in grado di raccogliere i loro stimoli e ottenere soddisfazione per il lavoro che fanno». Merito anche del rapporto di lunga data che Besenzoni ha con la facoltà di ingegneria meccanica dell'università di Bergamo. Una collaborazione così stretta che potrebbe quasi essere definita un dipartimento dell'ateneo.