Dicono di noi! Barche magazine
Data:1 ottobre 2019 Categoria:Dicono di noi

L'INDUSTRIA NAUTICA ITALIANA HA PERSO UNO DEI SUOI PIONIERI PIU' ILLUSTRI.

Giovanni Besenzoni non rappresenta solo un'azienda leader nel mondo nel suo segmento di mercato. La sua figura incarna perfettamente una particolare categoria di uomini che sono il vero motore dell'economia italiana che ha saputo guardare al suo futuro.
Giovanni Besenzoni era una persona mite, ma dotata di una grande determinazione e un notevole senso di umanità. Nato come artigiano, è stato il paradigma di una figura in continua trasformazione che, affrontando la globalizzazione, i modelli produttivi sempre in cambiamento, le crisi economiche congiunturali e quelle strutturali, è riuscito a costruire un'impresa moderna simbolo del Made in Italy nautico. Oggi il nostro Paese ha una competenza di cui eravamo carenti negli anni '80; siamo all'avanguardia nelle tecnologie dei materiali, nella progettazione di forme di carena, nei sistemi propulsivi, in quelli di monitoraggio e nell'impiantistica. Il merito va alle aziende dell'indotto, come la Besenzoni, che sono cresciute parallelamente alla cantieristica. Vinciamo molti premi internazionali per le innovazioni tecnologiche e sulle barche straniere la maggior parte della componentistica è fatta in Italia. Il design, lo stile, il buon gusto e la creatività sono caratteristiche che sui mercati internazionali vengono tradizionalmente riconosciute alle imprese italiane.
"Realizzare prodotti di qualità eccellente, tecnologicamente avanzati e dal design distintivo. Definiti su scala industriale o realizzati su misura per il singolo cliente, con la certezza di un'assistenza completa, sempre e ovunque", è la filosofia aziendale dell'imprenditore fin dalla fondazione della sua azienda che oggi è portata avanti con successo dai figli Giorgio e Fiorella. Per questo importante contributo dato all'industria nautica italiana, non smetteremo mai di ringraziare persone come Giovanni Besenzoni che danno valore a tutto il settore. L'imprenditore bergamasco ha tradotto l'etica del business nell'etica dell'eccellenza i cui valori e principi hanno applicazioni non solo nel lavoro, ma anche nella vita privata.
Per Giovanni era impensabile non rispettare la parola data e gli accordi presi. Con le sue azioni era in grado di saper dare oltre il dovuto senza chiedere qualcosa in cambio. Sapeva perfettamente che ognuno di noi possiede dentro di sé i mezzi e le risorse per eccellere e dare grandi risultati. Su questo principio ha sempre spinto i suoi collaboratori ad affrontare e risolvere i problemi tecnici che si presentavano. Era particolarmente convinto che ogni azienda è composta da persone che per fare bene il loro lavoro devono essere motivate, attente, efficaci e avere delle sane relazioni. Non cercava mai i difetti degli altri per giustificare i propri, era un promotore di valori autentici, dando l'esempio con la propria vita. L'eredità che ci lascia è molto chiara, un'impresa senza valori è un'impresa senza valore. Essere dalla parte giusta è profittevole: non è casuale che, tra le migliori aziende degli ultimi cento anni, in quelle eccellenti i codici d'integrità sono condivisi e i valori aziendali e personali di coloro che in esse lavorano coincidono.
L'etica non è un lusso per virtuosi, ma una necessità economica: sempre più aziende stanno scoprendo il legame tra la redditività e l'etica. Esse avvertono la necessità di comportarsi da good corporale citizens, buoni cittadini del villaggio globale. Una visione totalmente condivisa da Giovanni Besenzoni che considerava la responsabilità sociale dell'impresa e la gestione della qualità non un limite allo sviluppo, ma un vantaggio competitivo.